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Costi di produzione e crisi internazionale incidono sulla ripresa del settore vino. Il report stilato dall'Osservatorio Federvini fa luce sui fattori critici da abbattere.

La Federazione Italiana Industriali Produttori, Esportatori ed Importatori di Vini lancia allarme sul settore vinicolo per costi di produzione, crisi internazionale e prospettive 2022, dopo un 2021 che ha dimostrato grandi capacità di resilienza e ripresa dei settori rappresentati dalla Federazione.

Ad incidere sulla cattiva ripresa, altri fattori come:

  • il prezzo del cartone quasi raddoppiato;
  • il costo dei tappi aumentato del 40%;
  • il vetro in aumento di un buon 25% con molti fornitori che hanno scritto alle cantine e alle distillerie anticipando nuovi aumenti e addirittura possibili sospensioni delle forniture nelle prossime settimane;
  • il trasporto su gomma con aumenti di oltre il 25%;
  • i noli marittimi con un aumento vertiginoso del +400% rispetto al 2020.

“I primi segnali di tensione sul fronte dei prezzi e delle materie prime” – sottolinea Federvini – “si sono manifestati negli ultimi mesi del 2021 fino ad arrivare agli allarmi di queste settimane”.

Secondo i dati dell’Osservatorio Federvini, in collaborazione con Nomisma e TradeLab, il 2021 è stato un anno di forte ripresa per il settore vini e spiriti mentre il comparto aceti, meno colpito dall’impatto della pandemia, ha avuto un andamento contrastato.

Il report mette in luce che con un valore di circa 3 miliardi di euro nel 2021, le vendite di vini nella Grande distribuzione organizzata (Gdo) hanno segnato una crescita del quasi 4% sull’anno precedente.

Le vendite di spiriti sono cresciute del 6,5% nel 2021 vs il 2020, arrivando a 1,2 miliardi euro, registrando progressi in tutte le categorie.

Le esportazioni di vino hanno superato i 7 miliardi di euro, in crescita del 13% sul 2020. L’export di spiriti ha superato gli 1,3 miliardi di euro nel
2021, +23% rispetto al precedente anno.

“Il 2022 ha tutte le premesse per diventare l’anno della tempesta perfetta” – afferma Micaela Pallini, presidente di Federvini – “da molti mesi lamentiamo una situazione intollerabile rispetto ai costi dei trasporti, che ha danneggiato pesantemente il nostro export. Il progressivo aumento dei costi delle materie prime e dell’energia e la crisi internazionale rendono ancor più difficile la ripresa per i nostri settori”.

 

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