La nuova estate italiana ha il sapore della sostenibilità

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La proposta per la stagione turistica 2022 è caratterizzata da esperienze innovative e di qualità. Cambiano i gusti degli italiani, le vacanze si prenotano in borghi rurali a contatto con la natura e all’insegna del buon cibo.

Roberta Garibaldi, Presidente dell’associazione Italiana Turismo Enogastronomico, evidenzia per la stagione turistica 2022 un crescente desiderio da parte dei turisti italiani verso proposte che vadano oltre le tradizionali visite e degustazioni.

Tour degustazione in bicicletta, una giornata con un mastro birraio, visite a musei del gusto e Strade dei Sapori sono solo alcuni esempi di ciò che la nostra eccellenza italiana può offrire.

Il rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano per l’estate 2022 rivela come le aziende con proposte di degustazione e di altre attività sportive, escursioni e mountain-bike in primis, siano cresciute a tassi superiori alla media del +8% e +10% rispetto al 2019.

Si tratta di servizi che stanno ricevendo una sempre maggiore attenzione da parte del pubblico, poiché capaci di unire le dimensioni del benessere psico-fisico e del gusto aggiungendovi l’amenità dei luoghi rurali.

Il turismo dei musei del gusto, strade del vino e birrifici 

Fra le attrazioni turistiche in ambito enogastronomico figurano i musei del gusto. In Italia si possono visitare 129 musei del gusto distribuiti per lo più in Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto.

Nota curiosa riguarda la presenza online con sito web attivo solo di 36 musei, per i restanti 93 urge una comunicazione efficace in grado di risolvere questa mancanza facendosi conoscere da chi su internet va alla ricerca di posti in cui trascorrere le sue vacanze.

Percorsi come le Strade del Vino e dei Sapori sono in grado di soddisfare il turista, soprattutto se fruibili a piedi ed in bicicletta, appagando al contempo il desiderio di stare all’aria aperta e di vivere le aree rurali.

Per quanto riguarda la loro presenza su internet ve ne sono in gran numero con sito web attivo, che rappresenta un vantaggio per chi vuole prima fare indagini online sui luoghi da visitare e poi procedere alla prenotazione.

Il turismo enogastronomico passa anche per i birrifici. Risulta, infatti, dal rapporto enogastronomico dello scorso anno che:

  • il 65% dei turisti italiani gradirebbe vedere il processo produttivo,
  • il 59% preferirebbe partecipare a tour tra birrifici,
  • il 57% vorrebbe proprio vivere una giornata come mastro-birrario.

In questo settore però l’Italia si posiziona solo al quarto posto con 624 realtà, preceduta dalla Germania con 901, Regno Unito con 1.815 e al primo posto la Francia con ben 2.000 aziende.

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I prodotti agroalimentari biologici per una scelta più salutare

La pandemia ha imposto una riflessione sul futuro non solo di tipo economico ma anche sociale che ci ha reso più consapevoli e predisposti verso una scelta di prodotti agroalimentari biologici e più salutari.

A livello europeo sono state promosse strategie come Farm to Fork e Biodiversity volte ad orientare gli imprenditori verso modelli sostenibili, nonché a rafforzare il settore agroalimentare che in Italia è già molto forte per quanto riguarda i prodotti d’eccellenza.

Grazie ai prodotti DOC, IGT e STG l’Italia si classifica al primo posto come leader del mercato internazionale confermando il nostro paese come meta enogastronomica preferita dai turisti italiani ed esteri.

Secondo la classifica stilata dal rapporto del turismo enogastronomico, i prodotti certificati in Europa sono 3.120 a Novembre 2021, di cui 814 sono italiani, ossia il 26% del totale.

Se vuoi gustare questi prodotti devi sapere che essi sono il riflesso di conoscenze, tradizioni, usi e costumi della gente che vive nei posti in cui nascono e che si sono consolidati nel tempo.

Il loro valore culturale è così elevato da essere stato riconosciuto dall’ UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura), che ha inserito alcuni paesaggi e usanze legate all’enogastronomia italiana nell’elenco dei beni patrimonio dell’umanità.

In questo campo l’Emilia Romagna detiene il record di prodotti certificati con 47 prodotti, seguita da Sicilia e Veneto con 39 prodotti a pari merito.

Il Piemonte, invece, è in cima alla classifica nazionale con un numero di vini IG pari a 59, prima dei 58 della Toscana e dei 53 del Veneto.

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Il turismo tra i patrimoni culturali italiani è in ripresa

L’Italia è ricca di patrimoni culturali che possono essere visitati. Tra questi:

  • i paesaggi vitivinicoli del Piemonte, Langhe-Roero e Monferrato
  • le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene
  • la Dieta mediterranea
  • la Coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria
  • l’Arte del pizzaiuolo napoletano

L’Italia è inoltre il paese con il maggior numero di Città Creative UNESCO per l’enogastronomia. Interessante sapere che delle 7 presenti in Europa, 3 si trovano in Italia e precisamente a Parma, Alba e Bergamo.

I ristoranti sono delle vere e proprie attrazioni turistiche

La ristorazione è la componente dell’offerta che vanta la maggiore capacità attrattiva.

In Italia è la Lombardia a vantare la maggiore concentrazione di ristoranti. La regione conta il maggior numero di imprese di ristorazione, 50.301 a fine 2021, pari al 15% del totale nazionale.

Nello specifico:

  • 27.056 tra ristoranti e attività di ristorazione mobile
  • 451 imprese di street food
  • 198 ristoranti gourmet

I prestigiosi locali gestiti dai grandi chef della cucina internazionale e nazionale sono soprattutto graditi dai turisti stranieri rispetto a quelli italiani.

Lo scorso novembre la Francia, Paese di origine della guida, è stata la nazione con il maggior numero di ristoranti segnalati sulla Guida Michelin con ben 623 realtà. Segue l’Italia con 377.

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Per altri prodotti italiani d’eccellenza basta visitare aziende vitivinicole e oleifici

L’Italia vanta il maggior numero di aziende destinate alla coltivazione di uva.

Non solo nel panorama italiano sono presenti i più alti quantitativi di produzione di uva e di bevande collegate al vino, ma si assiste anche alla maggior incidenza di biologico sul totale delle superfici a vite.

Nonostante l’emergenza pandemica il settore del vino ha mostrato una certa resilienza. La chiusura temporanea dei canali dell’Ho.re.Ca non ha ridotto la produzione complessiva che, invece, è aumentata del 3,2%.

Secondo i dati Ismea, il lockdown ha inciso in maniera negativa sul fatturato complessivo del vino. Eppure resta il fatto che al territorio italiano va il primato del vino per migliore produzione e per numero di aziende vitivinicole.

Inoltre, sempre in Italia è possibile anche visitare un numero notevole di aziende con produzione di olive.

Quella del territorio italiano è una biodiversità molto ricca e caratterizzata da un alto numero di certificazioni: su 48 prodotti, 42 sono le produzioni di olive DOP e 6 le produzioni IGP.

Ma a livello internazionale è la Spagna ad aggiudicarsi il primo posto. Il territorio spagnolo vanta una grande tradizione e oltre 7 milioni di tonnellate di olive raccolte nel 2016.

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Gli agriturismi sono le strutture turistiche preferite dagli amanti della natura e dei ritmi lenti

Nel panorama delle aziende agrituristiche è la Toscana ad avere la maggiore concentrazione di strutture ricettive, con 5.406 aziende attestate nell’anno 2020, pari al 22% del totale nazionale.

A seguire il Trentino-Alto Adige, che vanta il primato per densità con circa 27 agriturismi per 100 km al quadrato secondo un’indagine ISTAT del 2021.

Un’altra meta per gli amanti del cibo e della natura è la Campania che ha avuto un exploit pur non essendo tra le regioni con la più alta concentrazione dell’offerta. E ha visto il numero di agriturismi crescere del 13,2%.

Quali sono i servizi offerti dalle piattaforme online?

La pandemia ha spinto a ricercare soluzioni innovative, sia per quanto riguarda le attività alternative da svolgere durante il lockdown, sia per quanto riguarda la vendita di prodotti enogastronomici tramite l’e-commerce.

L’home delivery ha di certo contribuito a ridurre queste perdite, stimolando, inoltre, il settore ad andare incontro a una maggiore digitalizzazione.

In questo modo le aziende sono state in grado di offrire al turista anche la possibilità di usufruire di alcuni servizi, quali l’acquisto di prodotti a distanza e la prenotazione di servizi online.

Grazie all’utilizzo di piattaforme quali Tripadvisor e The Fork puoi controllare dove sono dislocati geograficamente i ristoranti, vedere le recensioni e i menu offerti. Inoltre puoi prenotare in modo diretto tramite l’applicazione.

Nel complesso, un quinto delle tracce della ricettività e un quarto di quelle relative alla ristorazione sono riconducibili al tema sull’enogastronomia.

Più prolifici su questa tematica sono gli stranieri che hanno ripreso di recente a visitare il nostro Paese. Britannici, americani, australiani e tedeschi parlano di enogastronomia in circa un terzo delle tracce digitali da loro lasciate.

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Quali sono le regioni più apprezzate dai turisti? E quali i ristoranti più prenotati?

Capofila è la Toscana. Napoli, Roma, Firenze, Milano e Venezia sono, invece, le città con il maggior numero di contenuti a tema enogastronomico.

Il settore ristorativo, fra i cardini dell’offerta eno-gastro-turistica del Belpaese e, purtroppo, fra i più colpiti dalla pandemia, mostra segnali di ripresa.

Infatti il numero di prenotazioni fatte sulla piattaforma The Fork, fra le principali in Italia, indica un aumento dell’11% sul 2021.

Al primo posto le strutture che offrono piatti della cucina mediterranea rappresentano il 15% delle prenotazioni. A seguire pizzerie e ristoranti dove si mangiano specialità italiane con i rispettivi 13% e 12%.

Particolare interesse degli italiani è rivolto verso la cucina giapponese, secondo il Data Appeal Company.

In generale circa il 13% delle prenotazioni effettuate sul portale Tripadvisor con destinazione Italia ha riguardato proposte a tema enogastronomico, in competizione solo col settore culturale.

I tour culturali, infatti, hanno raccolto un numero maggiore di prenotazioni che ha raggiunto la soglia del 27% nel 2021.

Degustazioni, tour in cantina e corsi di cucina rimangono le proposte più popolari.

Il vino catalizza l’attenzione degli utenti di tutte le nazionalità, specialmente degli italiani.

Toscana e Lazio sono le regioni più prenotate per l’enogastronomia seguite da Piemonte ed Emilia Romagna.

prenotazioni ristorante - SaperInTavola - ufficio - stampa - agenzia - comunicazione - vino - cibo - turismo - credits Naim Benjelloun Pexels

La valutazione dell’offerta eno-gastro-turistica in Europa è tale da poter fare delle riflessioni sul potenziale attrattivo italiano. E soprattutto pensare in un’ottica green che vada incontro alle esigenze dei turisti sempre più attenti alla sostenibilità.

In questo quadro l’Italia si configura come un Paese che può garantire un’offerta turistica ampia e varia.

La ricchezza del nostro territorio, che vanta un diversificato patrimonio di prodotti, identità, culture e paesaggi, può consentire all’Italia di diventare leader nei prossimi anni nel turismo enogastronomico.

E citando proprio le parole della Garibaldi si può “stimolare, se adeguatamente sostenuto, la ripresa del comparto turistico italiano. Perché capace di coniugare due fra le maggior eccellenze italiane – il turismo e l’agroalimentare – generando valore economico e nuove opportunità per le destinazioni”.

Nadia Merzi

(Foto di copertina da Canva)

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