Cibo-Biologico-news-Saperintavola-Prosmedia-addetti-stampa-agenzia-redazione-merzi-nadia.jpg

Torna a Parma la Fiera Cibus con 1.000 nuovi prodotti ecosostenibili per i mercati nazionale ed estero tra tradizione e innovazione green. Gli imprenditori uniti per una nuova ripartenza post pandemia.

Sono quasi 1.000 i nuovi prodotti ecosostenibili pronti a essere lanciati sul mercato interno e su quello estero alla Cibus, la 22^ edizione della Fiera internazionale dell’alimentare italiano, che si terrà a Parma dal 3 al 6 maggio, organizzata da Fiere di Parma e Federalimentare.

I nuovi prodotti si focalizzano in ambito salutistico e uniscono la ricerca del gusto e la tradizione dei prodotti tipici locali, ai packaging ecosostenibili e al benessere animale.

Cento di questi prodotti, destinati sia al canale retail sia a quello Horeca, saranno esposti nell’area ‘Cibus Innovation Corner’, situata nel Padiglione 8, suddivisi per settori:

  • Gusto e ingredienti
  • Packaging e sostenibilità
  • Territorialità

Tra i prodotti novità:

  • maltagliatelle di lenticchie rosse e riso integrale,
  • snack di legumi tostati senza conservanti,
  • merende con frullati di frutta fresca,
  • gallette di riso ricoperte di cioccolato,
  • salame senza conservanti a lunga stagionatura,
  • prosciutto di Parma da suini nutriti con semi oleosi ricchi di Omega 3.

La pasta è senza glutine e a base di riso integrale e alga Spirulina. i filetti di alici hanno il 25% di sale in meno e sono conservati in olio di semi biologico.

Negli stand si potranno anche trovare oli di oliva spremuti a freddo, salumi con meno grassi e sale, pesto realizzato a freddo, formaggi senza lattosio, hamburger vegetali. Oltre a ciò, una vasta offerta di prodotti di nicchia e le offerte “ready to cook”.

Ma il cibo biologico è accompagnato dalla ricerca del gusto che rimane un imperativo assoluto. Basti pensare al guanciale di vitello brasato al barolo cotto a sottovuoto, alle praline al cioccolato con anima di formaggio erborinato, il prosciutto cotto al tartufo nero e gorgonzola e il cioccolato rosa usato per i ripieni.

Oppure si pensi alla glassa al Marsala per piatti dolci e salati e alla salsa verde tradizionale arricchita con prezzemolo, coriandolo, peperoncino e succo di limone.

Alla lista dei nuovi prodotti ricercati e della tradizione si aggiunge il pesto di agrumi con arance e mandorle per condire i primi piatti e i secondi di pesce ai friarelli saltati in vaschette.

Le confezioni sono sempre più spesso ecosostenibili e compostabili:

  • 58% in meno di plastica per Panbauletto
  • 40% in meno per salse per aperitivi
  • 65% in meno per cartone e imballi.

Nuovo software di Grana Padano per migliorare l’impatto ambientale

Alla Cibus sarà inoltre presentato il nuovo strumento software di Grana Padano che verrà messo a disposizione di tutte le aziende casearie per calcolare l’impronta ambientale dei loro prodotti confezionati e al contempo di ottimizzare il sistema produttivo anche dal punto di vista economico.

Il progetto del nuovo software si chiama LIFE TTGG e verrà presentato il 5 maggio alla fiera dal Consorzio Grana Padano impegnato da anni su questo fronte.

“È un progetto che inciderà sulla gestione quotidiana delle aziende” – spiega il presidente Renato Zaghini – “pensato per il Grana Padano ma è a disposizione di tutto il settore caseario, ingiustamente e a lungo accusato di essere insensibile al problema”.

“Tornare al Cibus è un bel segnale di incoraggiamento per tutto il comparto” – commenta il direttore generale Berni – “siamo in una situazione drammatica sul piano generale e in un momento molto delicato per il mercato del latte, con produzione ridotta in molti paesi europei e una corsa all’accaparramento da parte della Cina.

Anche i formaggi Dop vedono un calo produttivo, compreso il Grana Padano, ma a fronte di una crescita dei consumi all’estero anche nel gennaio 2022 e di prezzi all’ingrosso”.

Secondo Berni gli incontri al Cibus tra produttori e buyers internazionali permetteranno di contenere il crollo dei consumi, che potrebbe portare alla svendita del formaggio.

Ma “l’appuntamento di Cibus serve a ribadire la centralità delle nostre imprese alimentari che, pur in condizioni sfavorevoli, continuano a produrre, a cercare nuove soluzioni, consapevoli del fatto che fermarsi non è possibile.

Cibus ci ricorda così il valore del food&beverage in condizioni ordinarie e, ancor di più, in condizioni extra-ordinarie”.

Lo ha detto Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, nel suo intervento alla conferenza stampa di presentazione dell’evento fieristico.

I riflessi delle tensioni internazionali sul settore agroalimentare sono stati al centro dell’intervento di Vacondio: “La guerra in Ucraina sta provocando un aumento di prezzi smisurato di gas e di materie prime fondamentali, come il grano, il mais e il girasole e la situazione logistica non migliora la situazione.

Con il blocco dal Mar Nero, infatti, l’unico trasporto possibile è quello via terra e via ferro ma l’Ungheria” – ha aggiunto – “proprio in questi giorni, sta rendendo molto difficile se non impossibile il trasporto dei cereali, provocando un reale rischio di approvvigionamento per il nostro Paese”.

Situazione degli espositori russi e fiera

“Non ci sono espositori e non ci sarà incoming dalla Federazione Russa”, lo ha annunciato il presidente Carlo Ferro di Ice-Agenzia, che sostiene la fiera “con lo stanziamento di risorse più importante negli ultimi sei anni”.

Ferro sottolinea come lo scenario internazionale sia dominato da inattese e drammatiche complessità geopolitiche e in questo scenario ribadisce che fare sistema è ancor più importante.

“Per questa edizione” – ha spiegato – “i nostri uffici prevedono di portare a Parma 380 buyer specializzati e 10 giornalisti da 42 Paesi e faciliteranno la diffusione della piattaforma My Business Cibus.

Queste azioni vogliono contribuire al successo di Fiere di Parma e degli espositori nel mitigare l’impatto del momento per le imprese esportatrici.

Ferro ha anche ricordato che l’export del nostro Paese è ripartito nel 2021 e così l’agroalimentare italiano che ha registrato una crescita del quasi 15% rispetto al 2019.

La Fiera agroalimentare di Parma potrà contribuire a creare una stabilità a livello territoriale

Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma sostiene “Siamo e saremo la fiera più importante al mondo per il Made in Italy, per numero di espositori e per numero di visitatori e soprattutto per tipologia di esperienza che siamo in grado di fornire agli operatori professionali, dopo la pandemia, in questa situazione di difficoltà della crisi Ucraina”.

Quello di questa edizione, sarà il Cibus in cui il cibo torna al centro,  con le persone che lo fanno, con i territori che ne consentono la produzione e con gli imprenditori che sono l’elemento di differenziazione, che, abbiamo capito anche esso, ci consente di competere meglio sul piano internazionale.

Durante la pandemia – ha ricordato – le nostre fabbriche non si sono mai fermate contrariamente a quanto avvenuto invece per alcuni nostri colleghi nel Nord Europa come anche dell’Est.

Questo perché abbiamo un differenziale antropologico: abbiamo ancora una classe di imprenditori che alla mattina si sveglia all’alba non delega, e questo potrebbe essere un limite, ma non molla.

Questo tipo di differenziale è quello che ci darà ancora una volta la possibilità di scollinare a questo ennesimo incidente politico economico a livello globale.

Ci troveremo – ha concluso – dopo la crisi Ucraina ancora più determinati nell’aumentare le nostre quote di mercato nel food&beverage a livello planetario.

 

SaperInTavola soddisfa la tua sete di curiosità. Segui le news per non perderti i prossimi eventi dedicati al settore agroalimentare italiano e internazionale. 

Scopri di più

Seguici

© 2021 tutti i diritti sono riservati