I 3 ingredienti principali per l’impasto narrativo transmediale

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I valori della tua impresa sono le basi su cui poggeranno i progetti di comunicazione. Scopri come renderle solide grazie a 3 ingredienti fondamentali da aggiungere al prossimo progetto di Storytelling Transmediale per la tua azienda. 

Il primo passo da compiere consiste nel setacciare e rendere ben distinti i valori che caratterizzano la tua azienda. La creazione di un progetto transmediale per un’impresa ha un obiettivo preciso: trasmettere un messaggio che combaci con la propria filosofia aziendale.

Esistono i valori di un’impresa e saranno loro i veri protagonisti del tuo racconto. Organizza il lavoro cominciando a stilare una lista delle potenzialità e delle caratteristiche che rendono la tua impresa unica rispetto alla concorrenza.

Primo ingrediente: aggiungi un pizzico di leggerezza

Un linguaggio tecnico e una struttura concentrata solo ad esaltare il proprio ego d’impresa sono fortemente sconsigliati. “La mia impresa è bella perché, scegli la mia impresa perché è la più…”, sono strategie comunicative che non funzionano. 

A nessuno importa di come si manda avanti un’impresa, e di quali strumenti sono serviti per raggiungere certi traguardi. Al pubblico interessa sapere come puoi essergli d’aiuto, in che modo puoi far fronte alle sue esigenze e difficoltà.

Utilizza toni leggeri e racconti semplici in grado di fornire risposte concrete. Cattura subito l’attenzione del tuo pubblico e sarai già a metà dell’opera.

Secondo ingrediente: introduci l’esperienza di gioco

Le persone vogliono sentirsi coinvolte, parte di un mondo. Le migliori strategie comunicative utilizzate da imprese di successo hanno saputo sfruttare la capacità di raccontare storie di persone con problemi e ostacoli da superare. 

Il coinvolgimento nella narrazione ne ha determinato il successo. Henry Jenkins, esperto americano di media e comunicazione, parla di esperienza di gioco: le persone vogliono partecipare alla narrazione. 

Per riuscire in questo intento bisogna essere autentici sia nei contenuti che nell’atteggiamento. Il contenuto narrativo esclude artifici ed elementi che si discostano dalla realtà. Se il pubblico si accorge che la narrazione è falsa e surreale, passerà ad altro. 

Ricorda che ogni giorno una persona viene assalita da messaggi pubblicitari e da storie, le alternative ad una narrazione artificiosa si trovano sempre.

Prenditi cura del tuo pubblico, evita di farlo distrarre con altro e mantieni alta la sua concentrazione sul tuo racconto. Ascolta il tuo pubblico e lui ti ripagherà donandoti la sua fiducia.

Terzo ingrediente: inserisci elementi biografici q.b.

I racconti risultano credibili ed efficaci se vissuti in prima persona. Gli elementi biografici rafforzano la coerenza del tuo racconto. Ma attenzione a non eccedere nelle quantità.

Troppi elementi biografici rischiano di farti cadere nell’autocompiacimento. Per evitare che ciò accada conviene identificare, come primo elemento in assoluto, la struttura del racconto. Come vuoi che inizi, si svolga e si concluda il tuo impasto narrativo?

La cosa bella della transmedialità è che si hanno a disposizione molteplici schemi narrativi. Un’arma a doppio taglio per alcuni, che rischiano di perdersi in questo mare di proposte e piattaforme mediali. Qual è allora la struttura migliore capace di mettere in luce tutto il potenziale narrativo della tua impresa?

Max Giovagnoli nel libro “Transmedia Storytelling e Comunicazione” dice che gli elementi essenziali per ideare una storia sono il conflitto e il cambiamento.

Parti da questi due ingredienti e aggiungi a mano a mano tutti gli altri. L’impasto narrativo finale farà leccare i baffi ai tuoi commensali. 

Nicoletta Apolito

(Foto di copertina da Canva. L’articolo contiene link di affiliazione)

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